L’arte e la cultura non rappresentano soltanto una testimonianza del passato, ma costituiscono strumenti concreti per costruire il futuro. È questa la visione che guida da anni l’impegno di Valter Mainetti, presidente e amministratore delegato di Condotte 1880 e figura di riferimento della Fondazione Sorgente Group.

In un momento storico in cui il concetto di sviluppo deve necessariamente coniugarsi con sostenibilità, identità e responsabilità sociale, il rapporto tra impresa e cultura assume un ruolo sempre più centrale. Costruire infrastrutture significa infatti intervenire sui territori, sulle comunità e sulla qualità della vita delle persone, lasciando un’eredità che va oltre la sola dimensione tecnica.

Da questa consapevolezza nasce anche l’impegno della Fondazione Sorgente Group nella tutela, nello studio e nella valorizzazione del patrimonio artistico e archeologico italiano. Un’attività che si traduce non soltanto nella conservazione delle opere, ma soprattutto nella volontà di renderle accessibili, comprensibili e vive per il pubblico contemporaneo.

Tra i progetti più significativi si inserisce “Dieci capolavori della Fondazione Sorgente Group in cinque secoli”, un percorso divulgativo presentato dal professor Claudio Strinati che accompagna il pubblico attraverso opere di maestri come Guido Reni, Guercino e Pinturicchio. Un’iniziativa nata con l’obiettivo di unire rigore scientifico e capacità narrativa, trasformando ogni opera in uno strumento di dialogo tra passato e presente.

La cultura, infatti, rappresenta una vera infrastruttura immateriale: rafforza il senso di appartenenza, alimenta il confronto tra generazioni e contribuisce a creare comunità più consapevoli.

In questa prospettiva si inserisce anche il sostegno al mondo editoriale e alla diffusione della conoscenza, come dimostra la pubblicazione del volume “Privilegiati. Ascesa e caduta della Casa di York” di Andrew Lownie, pubblicato da Foglio Edizioni Libri.

Investire nella cultura significa investire nella memoria collettiva, nella formazione e nella capacità di immaginare il futuro. Ed è proprio da questa visione integrata tra impresa, arte e responsabilità sociale che può nascere un modello di sviluppo autenticamente duraturo.

Tratto da Il Tempo del 16 Giugno 2026.